Nota Introduttiva
Il complesso archivistico di Laura Lombardo Radice (coniugata Ingrao) è stato donato all’Associazione Archivia nel luglio 2016 dalla famiglia Ingrao nelle persone delle figlie Celeste, Bruna, Chiara, Renata e del figlio Guido, legittime/i eredi, rappresentate/i nella donazione da Chiara Ingrao. Corredato di elenco di consistenza, è stato successivamente “dichiarato di interesse storico particolarmente importante” per la storia del XX secolo e per essere prodotto da una personalità della scuola. della cultura e dell’arte dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio in data 7 febbraio 2017. Molti erano i luoghi dove sarebbe stato un onore ricevere in donazione l’archivio di Laura Lombardo Radice proprio per la gran donna che è stata, e primo luogo fra tutti era la collocazione nel CRS, il Centro per la riforma dello Stato, vicino all’archivio del marito e compagno di una vita Pietro Ingrao. La motivazione comunicata a chi scrive da parte di Chiara sulla decisione di tutta la famiglia di donare l’archivio di Laura a una istituzione che conserva gli archivi di donne era la ferrea convinzione che la madre non dovesse essere trattata come se fosse, scherzosamente, una costola del padre, bensì per sé stessa, per ciò che lei era, per ciò che aveva fatto, aveva pensato, aveva scritto, aveva trasmesso.
Questa motivazione di grande sensibilità e rispetto doveva essere ricordata nella presente introduzione, perché l’alta consapevolezza dell’identità delle donne innanzitutto Laura l’ha trasmessa a tutta la sua famiglia, e fortunatamente l’aveva ricevuta dalla sua.
Il Servizio II Patrimonio archivistico del Ministero per i beni e le attività culturali ci ha permesso con una Convenzione e un piccolo contributo di procedere a un primo ordinamento dell’archivio di Laura Lombardo Radice.
Il materiale che è pervenuto ad Archivia faceva intravedere un certo ordine originario, anche se ormai “sparso”, ma con una logica, e malgrado ci siano carte delle varie famiglie, il soggetto produttore prevalente nonché colei che ha integrato l’archivio è senza alcun dubbio Laura. Vi sono aggiunte successive della figlia Chiara nel momento della scrittura e curatela di Soltanto una vita (2005), il bel racconto biografico, scritto tra il 2003 e il 2005 con una selezione di testi della madre, dopo la sua scomparsa, e ripubblicato nel 2016 in seconda edizione ampliata con alcune lettere intime di Pietro Ingrao, che percorre senza alcuna ritualità agiografica la vita e le esperienze importanti di questa grande donna.
Le integrazioni sono soprattutto con materiali della sua famiglia di origine, Lombardo Radice e Harasim (v. oltre il Profilo biografico). Forse integrazioni naturali, non volute, fatte perché documenti presenti nella casa materna al momento della scomparsa di Gemma Harasim nel 1961. Ma nel complesso è presente una minima parte delle lettere dei genitori Giuseppe Lombardo Radice e Gemma Harasim per lo più alle figlie e al figlio e da parte della madre Gemma anche alle nipoti Ingrao. Come documentazione aggregata sono state aggiunte le fotocopie con relative trascrizioni dello scambio epistolare tra i genitori dal 1908 al 1917, conservato in originale nell’archivio di Giuseppe L.R. presso la ex Biblioteca di documentazione pedagogica di Firenze, l’odierna Indire1, per donazione nel 1982 di Lucio e Laura Lombardo Radice. Il carteggio è stato donato insieme alle fotografie e ad altra documentazione esposti nella Mostra Il tempo, la vita, il pensiero e l’opera di Giuseppe Lombardo Radice, organizzata a Firenze nel 1980, in occasione del centenario della nascita del pedagogista. Alla scomparsa di Laura nel 2003 e successivamente nel 2009 altri materiali furono destinati all’Indire dalla famiglia Ingrao. La preziosa sezione fotografica del fondo Giuseppe Lombardo Radice è stata pubblicata sul sito dell’Indire, dopo attenta inventariazione curata da Pamela Giorgi e Irene Zoppi, in Giuseppe Lombardo Radice: tra immagine pubblica e privata. “L’immagine privata”, nell’esporre gran parte delle fotografie dei familiari, delinea una interessante biografia iconografica della famiglia Lombardo Radice – Harasim, molto utile ai fini del presente inventario.
Una parte consistente del carteggio di Giuseppe Lombardo Radice, la produzione scientifica e i materiali relativi all’attività didattica sono stati donati e conservati nel Museo storico per la didattica “Mauro Laeng” dell’Università degli studi RomaTre. L’archivio del fratello di Laura, il matematico/pedagogista e intellettuale marxista del PCI – Partito comunista italiano Lucio Lombardo Radice è conservato prevalentemente presso la Fondazione Istituto Gramsci di Roma, anche se altri materiali si trovano certamente all’Indire, così come in altri luoghi istituzionali, come per esempio l’Istituto Guido Castelnuovo, Facoltà di Matematica, dell’univ. La Sapienza di Roma.
Questi sono archivi complementari e forse per determinate serie a integrazione del fondo di Laura. Certamente in tutti gli archivi menzionati ci saranno tracce archivistiche di Laura, così come nel suo archivio si trovano materiali in specie di carteggio appartenenti ad altre/i componenti della famiglia come per esempio al fratello o alla sorella in quanto destinatari. Ma queste commistioni fanno parte della storia degli archivi e dell’essenza stessa della costruzione di un archivio personale. L’archivio è un bene relativo e, come si fa nella migliore ricerca storica, tenta di completarsi con documenti altrui e di altri luoghi mantenendo il principio di provenienza. Salvando comunque il principio del soggetto produttore, che in questo caso, come si è detto, prevalente è Laura, i motivi possono essere molti e diversi, ma qui è il motivo più semplice, vale a dire la tipologia mista di archivio personale e archivio familiare seppur parziale.

Estremi cronologici: 1920-2003 con materiali precedenti e successivi
Consistenza: unità archivistiche: fascc. 31; sfascc.60
unità fisiche: bb. 37

Donazione ad Archivia da parte degli eredi nel luglio 2016.
Dichiarazione di interesse storico particolarmente importante: Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, 7 febbraio 2017.

Profilo biografico e familiare
di Gabriella Nisticò
Laura Lombardo Radice è stata un’antifascista, “professoressa”, come le piaceva definirsi, e donna attivamente impegnata in politica e nel sociale, nata a Fiume il 21 settembre 1913 e morta a Roma il 23 marzo 2003; dal 1944 coniugata con il comunista Pietro Ingrao. Fu attiva nelle strutture clandestine della Resistenza romana e nel Partito comunista clandestino, e per tutta la vita appassionata ai temi della scuola e attenta ai mutamenti sociali e in particolare alla crescita delle donne partecipando nell’immediato dopoguerra alla battaglia per il voto insieme al movimento associazionista femminile che ebbe come riferimento l’Unione donne italiane-UDI. La sua attenzione si rivolse anche ai luoghi di maggior disagio come le carceri, dando dai primi anni 1980 assistenza e formazione ai detenuti comuni di Rebibbia.
Laura L.R. era nata a Fiume nel 1913, seconda di tre figli, dai pedagogisti Giuseppe Lombardo Radice (Catania, 24 giugno 1879 – Cortina d’Ampezzo, 16 agosto 1938), figlio di Luciano Lombardo e Nunziata Radice, e Gemma Harasim (Fiume, 15 luglio 1876 – Roma, 31 luglio 1961), figlia di Venceslao Harasim di origine boema e di Antonia Lucich. La sorella maggiore di Laura, Giuseppina (settembre 1911 – agosto 1970), sarebbe diventata insegnante al Liceo Mamiani di Roma e autorevole grecista, curatrice in particolare delle tragedie di Sofocle; il fratello minore, Lucio (Catania, 10 luglio 1916 – Bruxelles, 20 novembre 1982), brillante docente universitario di matematica alla Sapienza di Roma, sulle orme del padre e della madre coltivò anche la passione per la pedagogia; fu attivo antifascista e comunista, operò nella Resistenza romana, durante la quale incontrò la futura moglie Adele Maria Jemolo, figlia di Arturo Carlo, anche lei impegnata antifascista. Divenne in seguito un importante punto di riferimento fra gli intellettuali del Partito comunista italiano – PCI.
Durante il periodo di attività antifascista clandestina Laura conobbe Pietro Ingrao (Lenola, 30 marzo 1915 – Roma, 27 settembre 2015), figlio di Francesco Renato e di Celestina Notarianni, futuro dirigente e parlamentare del PCI, nonché presidente della Camera dei Deputati (1976-1979).2
Le sue origini familiari
La madre di Laura, Gemma Harasim, insegnante di Italiano nelle “scuole cittadine” di Fiume (postelementari) e intellettuale “di frontiera” per il suo impegno civile e politico, pedagogico e multiculturale proprio per il contesto in cui operava, aveva compiuto studi magistrali e frequentato corsi universitari all’Istituto di studi superiori di Firenze.
Il padre di Laura, Giuseppe L.R., era un socialista, meridionalista, laureato in Lettere e Filosofia nella Scuola normale di Pisa e in Filosofia all’Università di Pisa con il neohegeliano Donato Jaja. Insegnò prima nei ginnasi inferiori, poi pedagogia nelle scuole di Palermo, Messina e Catania, infine, dal 1911 professore ordinario di Pedagogia nell’Università di Catania. Con l’amico Gaetano Salvemini condivise l’impegno nel progetto dell’ANIMI3 volto all’opera di alfabetizzazione delle popolazioni meridionali insieme ai grandi meridionalisti Giustino Fortunato e Umberto Zanotti Bianco.
Per i comuni interessi pedagogici, Gemma e Giuseppe avviarono un contatto epistolare dopo la pubblicazione del saggio di Gemma Sull’insegnamento della lingua materna (1906), apprezzato per la strenua difesa dell’intuizione dei bambini, da rafforzare anche oltre la terza elementare, tanto da comparire in recensione su La Critica di Benedetto Croce nel 1907. Sul piano politico, Gemma era una socialista internazionalista e pacifista, poi antidannunziana e antifascista e i figli avrebbero introiettato i suoi principi di libertà e di antifascismo “istintivo”, come raccontò in seguito Laura.
Grazie al contatto con il pedagogista Giuseppe L.R., direttore della rivista Nuovi doveri fondata a Catania nel 1907 (edita a Palermo, poi trasformatasi in Rassegna di pedagogia e di politica scolastica, quindi in l’Educazione nazionale), Gemma collaborò alla rivista La Voce di Giuseppe Prezzolini con quattro Lettere da Fiume nel 1909. Nel settembre di quell’anno Gemma H. e Giuseppe L.R. si incontrarono al Congresso degli insegnanti di scuola media a Firenze e la relazione intellettuale si trasformò in legame sentimentale. Dopo il matrimonio (1910) si stabilirono a Catania, dove Giuseppe era professore di Pedagogia all’Università. Forti rimasero i legami di Gemma con Fiume, con la madre Antonia, il fratellastro Riccardo Lenac (figlio di Antonia) e la sorella Stefania coniugata Schacherl (m. 1926), che avrebbe dato alla luce Bruno (1920-2015), futuro antifascista, giornalista e letterato.
A Catania, Gemma divenne stretta collaboratrice e condirettrice di Nuovi doveri. Si dedicò in famiglia all’educazione dei figli, applicando il metodo pedagogico condiviso con Giuseppe della “scuola attiva”, la “scuola serena”. Scrisse sull’evoluzione del linguaggio, del disegno e del pensiero con osservazioni quotidiane, che poi sviluppò in alcuni saggi pubblicati su l’Educazione nazionale e arricchì la sua vita nell’ambiente siciliano con la frequentazione di intellettuali e l’amicizia di Salvemini. La grande intesa intellettuale e affettiva con Giuseppe non giunse a ledere il suo giudizio critico e il suo dissenso su alcune scelte assunte dal marito come, per esempio, la sua adesione all’interventismo e la partecipazione alla guerra nel 1917 e l’accettazione dell’incarico di direttore generale dell’istruzione primaria conferitogli nel 1922 dall’amico filosofo attualista Giovanni Gentile, ministro dell’Educazione nazionale, per la realizzazione della riforma della scuola del 1923. Per il nuovo incarico, la famiglia si trasferì a Roma. In seguito al delitto Matteotti (10 giugno 1924), in cui il regime mostrò i suoi aspetti di dittatura fascista (sancita da Mussolini il 3 gennaio 1925), L.R. si dimise per dissenso politico dall’incarico ministeriale, riprendendo l’insegnamento universitario. Con la promulgazione delle leggi eccezionali (1926), fu perseguitato dal regime che dal 1927 lo iscrisse come antifascista nel Casellario politico centrale (CPC)4 e lo sottopose alla sorveglianza della polizia politica. Nel maggio 1933 subì da parte del ministro dell’Educazione nazionale, Pietro Fedele, la minaccia di dispensa dall’insegnamento, malgrado L.R. si fosse piegato nel 1931 al giuramento di fedeltà al regime imposto ai professori universitari. Vennero in suo aiuto gli amici Gioacchino Volpe, Prezzolini e Gentile e il provvedimento rientrò. Non fu, invece, annullata la definitiva chiusura della sua rivista l’Educazione nazionale.
Vita di Laura
Laura, dopo un’infanzia complicata da alcuni problemi di salute, seguì, insieme alla sorella e al fratello, gli studi primari in casa guidati dalla madre maestra e pedagogista: un’esperienza narrata dal padre Giuseppe nel capitolo di Athena fanciulla (1925) intitolato “Tre bimbi di città, dai sei ai dieci anni”. Frequentò il ginnasio e il liceo a Roma al Liceo Ginnasio Mamiani in Prati, acquisendo il diploma di maturità classica nell’a.s. 1930-31 con la votazione di 8,7/10. Si iscrisse poi all’università di Roma, conseguendo la laurea in Lettere con il massimo dei voti (110/110 e lode) nel novembre 1935. In quegli anni conobbe giovani intellettuali e meno giovani antifascisti frequentatori della casa paterna: i Pintor, i Natoli, Mirella de Carolis (che avrebbe sposato Aldo Natoli), e Mischa Kamenetzky (che lasciò l’Italia nel 1941 in seguito alle leggi razziali, e negli Stati Uniti divenne un giornalista famoso, assumendo il nome di Ugo Stille). Appena laureata e dopo l’abilitazione, Laura vinse il concorso a cattedra per l’insegnamento di Italiano e Storia e fu assegnata nel febbraio 1937 al Regio Istituto Magistrale di Chieti (durante il fascismo le donne non erano ammesse all’insegnamento nei Licei), dove rimase titolare sino all’estate del 1938, quando l’improvvisa morte del padre in vacanza sulle Dolomiti la fece rientrare a Roma. I giovani amici del fratello Lucio che frequentavano la casa (Antonio Sanna, gli Amendola, Paolo Bufalini, Pietro Solari, Mario Alicata, Bruno Zevi, Paolo Alatri e Bruno Sanguinetti) erano entrati in contatto con il Partito comunista clandestino: furono anni cruciali scanditi dalle leggi razziali (1938) e da un crescendo di persecuzioni contro i nemici del regime culminati con l’arresto nel 1939 di Lucio, Natoli e Pietro Amendola. Per Lucio ci fu la sentenza di condanna del tribunale speciale a quattro anni di carcere. L’arresto di Lucio (anch’egli iscritto nel CPC come comunista), il contatto con il carcere di Regina Coeli prima, di Civitavecchia poi, modificarono il coinvolgimento di Laura che decise di inserirsi con convinzione e coraggio nelle file della Resistenza, collaborando con il gruppo comunista romano, promuovendo e gestendo, dopo il 25 luglio 1943, il “Comitato di assistenza alle vittime del fascismo”, e aderendo nell’autunno ai Gruppi di difesa della donna e per l’assistenza ai combattenti per la libertà e un anno dopo all’UDI. Insegnò alla Scuola dei mutilati di guerra, organizzò l’attività antifascista nella scuola, le manifestazioni dopo la morte di Teresa Gullace, cui assistette personalmente, e numerose altre iniziative con le donne romane, come gli assalti ai forni in molti quartieri della città.
Fu in piena clandestinità che avvenne l’incontro e iniziò la collaborazione nell’impegno politico con Pietro Ingrao, con il quale Laura si sposò il 24 giugno 1944. Dopo venti giorni dalla liberazione di Roma, Mario Alicata, assessore del primo Comune ciellenista, celebrò il matrimonio di Laura L.R. e Pietro Ingrao (raccontato in Soltanto una vita, post. 2005, 20162). Con lui Laura avrebbe condiviso la vita e le idee politiche, mantenendo lo spirito critico ereditato dalla madre. Seguirono anni di appassionato impegno lavorativo come insegnante all’Istituto magistrale Caetani di Roma e successivamente all’Oriani. Nel dopoguerra, momento di ricostruzione e di entusiasmo, nacquero i loro cinque figli (Celeste, 1945; Bruna, 1947; Chiara, 1949; Renata, 1952; Guido, 1958), cui Laura dedicò tempo e passione, offrendo loro una educazione e formazione all’insegna della serenità, così come le aveva ricevute dalla madre Gemma. La presenza dei figli non l’allontanò dall’impegno politico e sociale. Consapevole della condizione della donna, Laura si impegnò nello scontro politico per il voto alle donne, che per la prima volta andarono alle urne nel 1946, e partecipò fin dalla sua fondazione all’attività dell’UDI5, contribuendo con assiduità alla redazione della rivista Noi Donne e alle edizioni di Noi Donne con numerosi articoli e scritti vari.
Sempre attenta ai mutamenti sociali, seguì anche attraverso le sue figlie, lo scoppio e l’evolversi del movimento studentesco degli anni sessanta e settanta, partecipando nel 1968, soprattutto come docente nelle scuole superiori, alle mobilitazioni del movimento degli studenti. Nel PCI scelse la militanza a livello di base, e rimase a esso legata per tutta la vita, anche dopo la trasformazione del PCI in PDS e la successiva uscita di Pietro Ingrao da quel partito. Dal 1981 al 1985, eletta Consigliera del PCI nella III Circoscrizione di Roma, operò per spingere alla soluzione di problemi territoriali nella zona del quartiere Italia. In tale veste incontrò l’esperienza del volontariato in carcere, e dal 1985, dopo aver dato le dimissioni dalla Circoscrizione, avviò con regolarità e impegno il lavoro di insegnante volontaria nel carcere di Rebibbia, occupandosi anche dell’assistenza ai detenuti comuni e alla loro formazione attraverso letture, spettacoli teatrali e tanto “ascolto”. Un impegno che Laura avrebbe portato avanti partecipando tra l’altro come socia fondatrice alla costituzione dell’associazione “Ora d’aria”. Fu vicina ai suoi allievi di Rebibbia anche dopo la malattia che non le permise più la presenza, attraverso una fitta corrispondenza con detenuti ed ex detenuti.
Numerosi i suoi scritti e ricca la corrispondenza. Una parte di essi sono raccolti nel libro Soltanto una vita, scritto e curato dalla figlia Chiara Ingrao, la cui prima edizione uscì nel 2005, a due anni dalla scomparsa di Laura. La seconda edizione con integrazioni, fra le quali alcune lettere scritte a Laura da Pietro Ingrao durante e subito dopo la guerra, è stata pubblicata nel 2016.
Per i suoi scritti si rinvia alla serie 6 dell’Inventario, che conserva mss, datt. e/o fotocopie e ritagli, relativa ad Articoli e scritti vari, raccolta certamente incompleta, ma è quanto Laura ha conservato e di questo si dà conto nell’Inventario, riservandoci per il futuro ulteriori ricerche per completare la sua produzione.

Struttura dell’archivio
L’archivio copre un arco temporale che va dai primi anni 1920 sino al 2003, con documentazione precedente e in qualche caso successiva. Vengono considerati nell’ultima serie i blocchi di documentazione aggregata. Le serie individuate nel fondo di Laura sono otto, nove con i Materiali aggregati postumi, suddivise in unità archivistiche (fascicoli) con numerazione progressiva univoca, spesso articolate in sottounità (sottofascicoli):
1. Corrispondenza
2. Infanzia in famiglia
3. Formazione
4. Insegnamento
5. Attività politica
6. Articoli e scritti vari
7. Volontaria a Rebibbia
8. Miscellanea
9. Materiali aggregati postumi
Si è ritenuto di inserire i Materiali aggregati nella struttura del Fondo per il valore aggiunto e molto significativo che essi danno all’intero complesso archivistico.

Abbreviazioni e termini d’uso

a.a. anno accademico
a.s. anno scolastico
art., artt. articolo/i
autogr. autografo/a
b., bb. busta/e
c., cc. carta/e
datt. dattiloscritto/i
ed., edd. edito/editi
fasc., fascc. fascicolo/i
L.R. Lombardo Radice
ms, mss manoscritto/i
orig. originale/i
propr. propriamente
pseud. pseudonimo
s.a. senza indicazione di anno
s.d. senza data
s.f. senza firma
s.l. senza indicazione di luogo
sfasc., sfascc. sottofascicolo/i
recto, r parte anteriore del foglio, pagina dispari
verso, v parte posteriore del foglio, pagina pari
infra rinvio a parte del testo che segue, vedi oltre
passim rinvio a citazioni sparse in più luoghi di un’opera
supra rinvio alla parte precedente di un testo

INVENTARIO
(1920 – 2003)

1. Corrispondenza
fascc. 8; sfascc. 13
1920 – 2003

La prima serie è strutturata cronologicamente e raggruppata per decenni, in chiave di un primo ordinamento, tenendo conto del rispetto per quanto possibile dell’ordinamento originario, senza organizzazione per corrispondenti, ma gli indici dei nomi di persona e di enti combaciano in gran parte con l’elenco dei corrispondenti identificati. Contiene carteggi mss e datt. di e con familiari, amici, militanti antifascisti, dirigenti comunisti, intellettuali e altri corrispondenti non identificati; messaggi di condoglianze, esclusi quelli per la morte di Laura nel 2003 inseriti nella serie 9 “Scritti per e su Laura”, tra i materiali aggregati postumi nei fascc. 28 e 29. Si tratta in prevalenza di lettere ricevute, in quantità esigua le minute di Laura, in numero considerevole gli originali di Laura ai componenti della famiglia. La corrispondenza è spesso ricomposta con originali da Laura e in parte dalla figlia Chiara Ingrao per la scrittura del libro Soltanto una vita.
Di particolare rilievo la corrispondenza delle famiglie Lombardo Radice – Harasim (1920-1963) e Ingrao – Lombardo Radice (anni 1940-1978). Lo scambio epistolare tra i genitori (in orig. conservato presso l’Indire) è inserito in fotocopia come documentazione aggregata nella serie 9 a fine Inventario con le relative trascrizioni (1-93). Le lettere più intime di Laura e Pietro Ingrao sono edd. in Soltanto una vita (20162).
1. Carteggio famiglia Lombardo Radice – Harasim
1. Anni 1920: lettere di Giuseppe L.R. a Laura (1922 – s.d.); lettere di Giuseppina, Laura e Lucio L.R. a Gemma Harasim (1926); lettere di Laura a Giuseppe L.R. (!926 – s.d.) e programma recitazione bambini Lucio, Giuseppina, Laura, etc);
2. Anni 1930: lettere di Laura ai familiari (1931-1939; lettere a Laura (1937-1939); lettere di Giuseppina ai familiari (1936 e s.d. ma anni 1930)
3. Anni 1940: Lettere di Laura a Lucio (1943); Lettere di Bruno Schacherl ai familiari (1941-1944)
1920-1944
2. Carteggio famiglia Ingrao – Lombardo Radice
1. Anni 1940: Lettere alla famiglia Ingrao per la nascita di Celeste (1945) da Togliatti, De Sanctis, Calandra ecc; Lettere di Pietro ai familiari (ante 1949 – s.d.); Lettere di Laura a Pietro (1947); Lettera di Gemma a Pietro (1945); Lettere di Laura ai familiari (1946-1948).
2. Anni 1950: Lettere di Gemma alla figlia Laura e alle nipoti Bruna e Chiara Ingrao (1952 e s.d); Lettere di Laura a Gemma dalle vacanze (1952-1953); Lettera di Natale di Chiara Ingrao (1955); Cartoline dalle vacanze della famiglia Ingrao a Gemma (1955); Lettere di Lucio a Laura (1956); lettere di Laura a Lucio (1957); Lettera di Gemma e Giuseppina a Lucio (1959).
3. Anni 1960: Lettera di Lucio a Laura (1960); Lettere di Chiara ai familiari (1962- 1968); Lettere di Gemma ai familiari (primi anni 1960); Lettere di Laura a Chiara (1964-1968); Lettera di Renata a Chiara (1964); Lettere di Pietro a Chiara (1967-1968).
4. Anni 1970: Lettere di Chiara ai familiari (1972); Lettere di Laura a Lucio (1972); Lettera di Pietro a Laura (1978).
1945-1978
3. Carteggio Glauco e Aldo Natoli – Giuseppina, Laura e Lucio Lombardo Radice; Aldo Natoli – Pietro Ingrao
1935-1945
4. Carteggio Giaime Pintor – Lucio e Laura Lombardo Radice
1936-1943
5. Lettere a Laura di personaggi noti e amici
1. Lettere di Indro Montanelli, Carlo Cassola, Vasco Pratolini, Luigi Nono,Eugenio Montale, Suso Cecchi d’Amico, Sandro Pertini, Cesare Zavattini, M. Elisabetta Sapegno, Nullo (Gian Carlo Pajetta), Carla Pertini, Miesi (M. Teresa Bachelet).
2. Minute di lettere di Laura a Masolino d’Amico, Furio Colombo, Eva Omodeo.
3. Lettere di Pietro Manes, Giovanna Palomba, Luciano Allamprese, Renzo Rossi, don Alfredo Nesi, Andrea Zamatti, G. Pietro Henich (Cochi).
1955-1982
6. Lettere a Laura di corrispondenti non identificati
Lettere mss e datt.
anni 1970-anni 1990
7. Corrispondenza con ex allievi
1. “Lettera aperta agli ex alunni dell’Oriani”, dattiloscritto per Paese sera (6 aprile 1983);
2. Angela Berardinelli, Rita Chiaramonte, Leopoldo Mazzoli, detto Dino (Oriani);
3. Michele Fiocco (Istituto magistrale Isabella Gonzaga di Vasto, Chieti).
1983-2003
8. Messaggi di condoglianze
In morte di Adele Maria Jemolo, di Giuseppina Lombardo Radice, di Lucio Lombardo Radice.
1970-1982

2. Infanzia in famiglia
fasc. 1, sfascc. 3
1920-anni 1950

La seconda serie contiene la produzione creativa dell’infanzia di Laura, Giuseppina e Lucio, tra Catania e Roma, con il prolungamento dell’esperienza creativa delle bambine Ingrao negli anni Cinquanta. Sono presenti anche alcune lettere alle bambine Ingrao.
9. Case Lombardo Radice – Harasim e Ingrao
1. Fiabe, filastrocche e disegni: 5 album con disegni e testi di fiabe di Laura e Giuseppina, prodotti soprattutto per l’onomastico del padre (1920-25). Dedica di Laura al padre per l’onomastico “caro mio papaccino”, 19 marzo 1920; Giuseppina, “Cenerentola”, Catania 1920; Giuseppina, “Il gatto mammone”, Catania 1922; Laura “I sette nani”, Catania 1923; Giuseppina, “Fior di neve” Roma, 1924; 1 album con testi e collages di Zia Nunda, “La natura maestra ” (dedica alle nipotine romane, anni 1920); Laura, “Dallo Scamandro all’Adda”, Roma 1925.
2. Testo in fotocopia di Giuseppe Lombardo Radice: “Tre bimbi di città dai sei ai dieci anni” da Athena fanciulla, Scienza e poesia della scuola serena (1924) sulle fiabe e i disegni dei figli; riproduzioni fotografiche disegni di Giuseppina e Laura.
3. Casa Ingrao: Disegni delle bambine Ingrao (per lo più di Bruna) anni 1950; “Costanza e Martuccio” di Bruna Ingrao, 1956; Lettere con filastrocche di nonna (Gemma) e zia Gis (Giuseppina) alle nipoti (anni 1950): “La città di Spicchinopoli” filastrocca di Giuseppina, anni 1950; zia Gis (Giuseppina), “Pasquino e Pasquetta”, anni 1950.
1920-anni 1950

3. Formazione
fascc. 2
anni 1920-1937

La terza serie conserva certificati, cc. e ricordi personali, e soprattutto la documentazione delle fasi della sua formazione scolastica sino all’affermazione nel concorso (1936) in cui Laura si aggiudicò la cattedra di Italiano e Storia che le verrà assegnata nel 1937 al Regio Istituto Magistrale di Chieti.
10. Documenti scolastici e carte personali
Certificati di nascita; Pagelle; Diploma maturità classica al Liceo Mamiani (a.s. 1930/1931); Tesi di laurea in Lettere (novembre 1935), laurea conseguita con la votazione di 110/110 e lode; Concorso e assegnazione cattedra al Regio Istituto magistrale di Chieti.
anni 1920-1937
11. Ricordi della scuola
Taccuino con dediche a Laura dei compagni di ginnasio e agenda di Laura (forse diario di classe)
anni 1924-1931

4. Insegnamento
fascc. 2, sfascc. 8
1942-1983

La quarta serie è dedicata all’attività di “professoressa” che Laura espletò nel periodo clandestino, e dal dopoguerra sino agli anni 1960 e 1970. Mancano completamente i materiali scolastici del periodo della sua prima cattedra di Italiano e Storia vinta per concorso con l’assegnazione nel 1937 all’Istituto magistrale di Chieti, dove prese servizio dal 2 febbraio. Per quel periodo, dal 1937 all’estate 1938, si rinvia agli scambi epistolari con la famiglia nella serie 1. Corrispondenza, fasc. 1, sfasc. 2: anni 1930. Va segnalata anche un’altra lacuna documentaria relativa al suo incarico dal dopoguerra sino agli anni sessanta all’Istituto magistrale Caetani di Roma, del quale esiste solo un Promemoria s.d. ma 1950 relativo ai criteri adottati per l’insegnamento della geografia e l’esame di abilitazione della materia.
12. Scuola dei mutilati di guerra
Dediche degli studenti con foto.
1942-1943
13. Istituti magistrali Caetani e Alfredo Oriani
1. Promemoria [1950] sui criteri, da lei non condivisi, adottati all’Istituto Caetani per l’insegnamento della geografia e per gli esami della materia all’abilitazione magistrale;
2. Relazioni didattiche e finali, taccuini con giudizi sugli alunni, programmi preventivi, profili di sé stessi scritti dagli alunni;
3. Corrispondenza con il preside Michelangelo Simoni dell’Oriani (minute e lettere, 1971);
4. Ritagli di giornali;
5.Minuta di lettera di un’alunna con correzioni di Laura dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica Sandro Pertini (9 maggio 1978).
6. Conferimento onorificenza di cavaliere: telegramma del Ministro della pubblica istruzione Mario Pedini, comunicazione di invio diploma e minuta di lettera di Laura per ringraziamento (1979);
7. “Lettera aperta agli ex alunni dell’Oriani” per Paese Sera (6 aprile 1983), dattiloscritto;
8. Varie.
[1950]-1983

5. Attività politica
fascc. 4, sfascc. 19
1940-1995

La serie quinta, che considera tre importanti esperienze politiche di Laura, contiene materiali di varia tipologia, ma soprattutto dattiloscritti e a stampa, relativi al periodo che va dalla Resistenza romana agli anni 1990 con l’inserimento delle testimonianze di Laura et al. sul periodo resistenziale nel corso degli anni successivi. Oltre all’impegno con le donne della Resistenza e con i compagni del PCI clandestino, ci sono tracce della sua attenzione alle mobilitazioni degli studenti medi nel 1968 e al movimento studentesco universitario attraverso le figlie Chiara e Bruna. È documentato il suo impegno nel PCI a livello di base come consigliere, dal 1981 al 1985, nella III Circoscrizione di Roma con la sua attività nel quartiere Italia. La documentazione di questa serie trova molte connessioni sia con la serie 1. Corrispondenza sia con la serie 6. Articoli e scritti vari.
14. Resistenza e post Liberazione di Roma
1. Volantini e documenti della Resistenza romana, relativi a varie categorie: contadini, insegnanti, ecc. Rivista La voce della scuola del 20 maggio 1940;
2. Rapporto “Ercoli” (pseud. di Togliatti); discorso di Togliatti (Napoli, 11 aprile 1944) dopo il suo rientro dall’URSS6;
3. Fascicoli in copia del Casellario politico centrale (CPC) di Aldo Natoli e Lucio Lombardo Radice;
4. Promemoria di Laura [forse tarda estate 1944] per il reintegro di Lucio come assistente di matematica all’Università di Roma;
5. M.G.C. [Movimento giovanile comunista], Bollettino della Federazione provinciale romana, 1° dicembre 1944;
6. l’Unità del 5 giugno1946; Il prof G. Mattei artificiere dei GAP di Laura [1966] su [Gianfranco] Mattei il gappista morto suicida a via Tasso;
7. Promemoria di Laura sull’incontro del 27 luglio 1943 di un gruppo con il direttore generale Carceri P.S. Senise con lettera di Carmelo Ursini del 16 febbraio 1995.
1940-1995

15. Donne e Resistenza
1. Convegno Le donne lavoratrici: minuta di Laura del testo letto al convegno, poi in Noi donne, dicembre 1944;
2. Unione delle donne italiane, Eroine del secondo risorgimento d’Italia, [s.f. ma di Laura L.R.], edizioni Noi donne, n. 1, 1944. Si tratta del ricordo di Norma Pratelli Parenti e di Anna Maria Enriques Agnoletti;
3. Ufficio femminile del PCI;
4. Donne della Resistenza, Supplemento al Bollettino del Comitato nazionale dell’ANPI, 8 marzo 1950 dedicato al 1. Convegno nazionale donne nella Resistenza, testo di Laura LR: Due scrittrici della Resistenza [Renata Viganò e Joyce Lussu];
5. “Come eravamo” [1981], datt.
1944-[1981]
16. Il Sessantotto
1. Proposta di legge di Riforma dell’ordinamento universitario (8 ottobre 1965) con appunti mss;
2. Riviste: 28 aprile 1966/1967, a cura del Comitato universitario romano, Roma 1967, numero unico; Bandiera rossa, 1968, n.8; Nuova generazione, 1968, n. 15 con articolo di Chiara Ingrao; Il potere operaio, 1968, n. 10; l’Espresso, ’68, supplemento al n. 3, 1988;
3. Appunti di Bruna Ingrao sull’occupazione dell’univ. di Roma e cc. del corso universitario di Bruna e Chiara (a.a. 1966-67);
4. Ciclostilati volantini opuscoli del Movimento studentesco di Roma (1966-68);
5. Docc. sindacato Torino e volantino Movimento studentesco di Torino (s.d.).
1965-1988
17. Il PCI e l’attività di consigliere della III Circoscrizione Roma
1. Bozza di relazione di Laura per l’iniziativa “Borse di studio per le scuole del quartiere di Pietralata”;
2. Block notes di Laura con appunti di conferenze e attività Sezione Lanciani (1982); ciclostilato per conferenza di quartiere sezione S. Lorenzo (1985); opuscoli e programmi a stampa di materiale elettorale (1985); appunti di Laura e datt. su una conferenza alla sezione di Togliatti [Regola Campitelli]; ritaglio articolo [di Laura] in commemorazione di Bruno Moser da l’Unità (5 novembre 1981), articolo sulla Marcia di Assisi per la pace del 1961, Paese Sera (1978).
3. Consigliere III Circoscrizione dal 23 luglio 1981; Block notes con appunti di Laura su convegni, riunioni commissioni della Circoscrizione (1981-1983); pubblicazione sulle delibere quadro per le circoscrizioni del Comune di Roma; verbale costituzione commissioni del Consiglio Circoscrizione III (1982); ciclostilati vari sulle attività e i programmi; Bozza statuto Comitato cittadino di lotta alla droga.
1978-1985

6. Articoli e scritti vari di Laura
fascc. 4, sfascc. 6
1940-1987

Nella sesta serie sono raggruppati i mss e datt. dei suoi articoli e testi editi e inediti, nella maggior parte dei casi si tratta di testi di natura politica e sociale, molto sulla condizione delle donne, sulla famiglia, su temi storici e attenzione a quanto avviene in URSS sulla scuola e per le donne. Sono conservati anche scritti privati e poesie, e ritagli di artt. da Noi Donne e testate varie.
18. Manoscritti e dattiloscritti editi e inediti
1. Manoscritti non datati. “A proposito di creatività”, Ritorno a scuola”, “Ascoltando discutere. Il dizionario della paura”; “Lungometraggio di Cipollino”; “L’educazione dei sentimenti”; “Manuale della mamma” e “Nasce una famiglia” (appunti per una pubblicazione non realizzata); “Bambini dietro ai grandi”; “Garibaldi in America”, soggetto cinematografico.
2. Anni 1940: Block notes con considerazioni e critiche sulla politica del PCI per le donne, 1943; “Le parole del fascismo: la famiglia” 1943; “Chiarimenti”, 1943; “Siamo in pieno Risorgimento” 1943; “Ai soldati: tre anni di guerra fascista”, 1943; “Oggi hanno ammazzato una donna”, 1944 (ms e datt.); Block notes con analisi del soggetto “Il padre di famiglia” per conto della Vides, 1946; “Lettera a una ragazza sovietica”, 1946.
3. Anni 1950: “Trappole democratiche nelle proposte di nuove leggi sulla stampa e sul cinema per ragazzi” con trascrizioni degli interventi in parlamento di Camilla Ravera e Nilde Iotti e trascrizione di intervento non identificato con correzioni e appunti, 1951; “Come sono assegnati i voti agli scolari di Mosca” (1951); “Ricordo dei Fratelli Bandiera” (1952); Appunti su Silvio Pellico nel centenario della morte, 1954; “Vita reale dell’attivismo pedagogico nelle scuole medie italiane”, 1957;
4. Anni 1960-1970: “Giornata europea della scuola” 1962; “Saggezza di Glauco Natoli”, 1964;”Ricordo di Glauco Natoli”, 1965; “A proposito della laureanda spazzina”, 1978.
5. Anni 1980: “Passato e presente un difficile equilibrio” 1980; “Essere donna e comunista a Roma dalla fine anni ’30 ai primi anni ’40” (forse 1981); “Riflessioni sul primo seminario sulla storia del Partito a Roma”, 1981; “Ci vorrebbe la pena di mor- te”, 1981; “Come eravamo”, 1981; “Appunti sulla condizione femminile e sull’essere comunista nei primi anni ’40”, 1981; “Politico e privato di una comunista nel primo decennio del dopoguerra”, 1981; “Ricordando Orlando Onofri. Appunti di una militante”, 1982; Riflessioni sull’articolo di Nicolò Amato sul carcere, pubblicato da Repubblica e lettera a Eugenio Scalfari, 1986; “Un lavoro dentro al carcere e un lavoro fuori dal carcere”, commento all’articolo di Antonio Bassolino (fotocopia di datt.) 1986; “Oltre quelle mura.Volontaria a Rebibbia”, 1987.
6. Traduzioni: “Relazione sulle Indie occidentali” di Bartolomeo Las Casas (1941- 1942); “Vita Caroli” di Eginardo (1940-41); “L’intenditore” di J.-F. Marmontel (Le connoisseur, dai Contes moraux, 1765-69)
1940-1987
19. Scritti privati e poesie
Block notes e fogli sciolti autogr.
1941-1985
20. Scritti pubblicati su Noi Donne
Ritagli e fotocopie con elenco datt.
1944-1957
21. Scritti pubblicati su testate varie
Ritagli e fotocopie di articoli. Testate: Rinascita, Paese sera, l’Unità, La Repubblica. Rivista Società, Vie Nuove, Il nuovo corriere, ecc.
anni 1950-1985

7. Volontaria a Rebibbia
fascc. 4
anni 1980-2003

Il periodo di volontariato nel carcere di Rebibbia è ben documentato per tutti i rapporti intercorsi con i detenuti nelle attività di insegnamento e formative in senso lato come per es. gli spettacoli teatrali e altre attività ricreative, ma anche l’assistenza e l’ausilio di tipo burocratico, oltre all’ascolto che determinò spesso un’azione salvifica nei confronti di molti. Prova ne è il ricco carteggio, in parte in sfascc. riservati, che Laura tenne con detenuti ed ex detenuti anche dopo che per ragioni di salute dovette lasciare l’attività in presenza.
22. Carteggio con detenuti ed ex detenuti (fascicolo riservato)
1982-1998
23. Attività di docente
Materiali didattici
1981-1988
24. Pratiche per i carcerati
Moduli burocratici vari
1980-1993
25. Attività ricreative
Adattamenti teatrali et al.
1984-1989

8. Miscellanea
fascc. 2, sfascc. 4
1981-1997

Nella serie ottava sono conservati i materiali della quotidianità, agende di case, promemoria, cartoline e ricordi appartenuti al fratello Lucio e al nipote Marco.
26. Casa Ingrao
1. Le agende di casa di Laura: agende 1981-1987 (mancante 1986), 1 agenda “conti con Chiara” (anni 1980);
2. Bollette, appuntamenti, cartoline; passaporto di Laura rilasciato nel 1997.
1981-1997
27. Ricordi
Ricordi di Lucio Lombardo Radice e Marco Lombardo Radice.
1. Lettere
2. Ritagli e scritti di Lucio.

9. Materiali aggregati postumi
fascc. 4, sfascc. 7
1908-2009

Si tratta della serie nona, dedicata ai materiali aggregati dopo la morte di Laura il 23 marzo del 2003. Sono materiali postumi su di lei. Sono aggregati anche le lettere in fotocopia dei genitori tra il 1908 e il 1917, in orig. all’Indire e all’altro estremo i materiali editoriali di Chiara Ingrao per la preparazione del libro Soltanto una vita pubbl. nel 2005 e 20162.
28. In morte di Laura (23 marzo 2003)
1. Registro firme al funerale e messaggi di condoglianze, 2003.
2. Su Laura: rassegna stampa degli articoli usciti in occasione della sua scomparsa, 2003.
3. Ricordo di Laura, di Michele Fiocco ex allievo a Chieti.
2003
29. Scritti su e per Laura
1. “Per Laura post mortem”: Per Laura. In ricordo di Laura Lombardo Radice Ingrao, a cura di Alberto Olivetti, 2003. Testi di Bruno Schacherl, Luciana Romoli, Celeste Ingrao, Chiara Ingrao, Anna Fedeli, Giovanni Lombardo Radice, Giovanna Giorgini, Germana Magni Vetere, Luciana Castellina, Bertolt Brecht; presentato nel giorno della sua nascita presso la Casa delle Letterature, Roma 21 settembre 2003.
2. Soltanto una vita (2005), raccolta di scritti di Laura e contributi autoriali di Chiara Ingrao. Materiali editoriali di Chiara Ingrao: 4 bozze con annotazioni autogr.; blocco di appunti di Chiara su osservazioni al testo di Pietro Ingrao.
Rassegna stampa di recensioni e incontri di presentazione del libro; messaggi e lettere a Chiara. Presentazione a Fiume.
2003-2005
30. Gemma Harasim
1. Lettere a Gemma anni 1940;
2. Fiume: recensioni, articoli, volumi e materiali su Gemma Harasim (1978-2009).
1940-2009
31. Carteggio Gemma Harasim – Giuseppe Lombardo Radice
Fotocopie dello scambio epistolare con trascrizioni (1-93) delle lettere originali conservate dalla Biblioteca di documentazione pedagogica di Firenze, odierna Indire, donate dalla famiglia Lombardo Radice.
1908 -1917

Bibliografia essenziale
1906 Gemma Harasim, Sull’insegnamento della lingua materna, Fiume, Tip. Novak, 1906 [Testo recensito nel 1907 in “La Critica” di Benedetto Croce].
1925 Giuseppe Lombardo Radice, Athena fanciulla, Firenze Bemporad, 1925.
1974 Giorgio Amendola, Lettere a Milano, Roma, Editori Riuniti, 1974.
1979 Guido Gerosa, Le compagne, Milano, Rizzoli, 1979.
1985 Nella Sistoli Paoli, Da Fiume a Firenze. L’esperienza di Gemma Harasim, in
Intellettuali di frontiera. Triestini a Firenze 1900-1950, Firenze Olschki, 1985, pp. 451-481.
2003 Per Laura. In ricordo di Laura Lombardo Radice Ingrao, a cura di Alberto Olivetti, Roma, s.n.t., 21 settembre 2003.
2005 Laura Lombardo Radice, Chiara Ingrao, Soltanto una vita, Milano, Baldini & Castoldi, 2005.
2005 Franco Cambi, Lombardo Radice, Giuseppe, in DBI, Roma, IEI, 2005.
2005 Albertina Vittoria, Piervittorio Ceccherini, Lombardo Radice, Lucio, in DBI, Roma, IEI, 2005.
2006 Pietro Ingrao, Volevo la luna, Torino, Einaudi, 2006.
2009 Nella Sistoli Paoli, Gemma Harasim: l’impegno educativo. Antologia di scritti su cultura, scuola, famiglia, Roma, Aracne, 2009.
2016 Laura Lombardo Radice, Chiara Ingrao, Soltanto una vita, Milano, Baldini& Castoldi, II edizione ampliata, 2016.
2017 Albertina Vittoria, Ingrao, Pietro, in DBI, Roma, IEI, 2017.
s.d. Nella Sistoli Paoli, Gemma Harasim, in Enciclopedia delle donne, online
s.d. Pamela Giorgi, Irene Zoppi (a cura di), Giuseppe Lombardo Radice: tra immagine pubblica e privata, Firenze, Indire, ondine
Indice dei nomi di persona
Alatri Paolo, 9
Alicata Mario, 9, 10
Allamprese Luciano, 15
Amato, Nicolò, 20
Amendola Giorgio, 9
Amendola Pietro, 9
Bachelet Maria Teresa (detta Miesi), 15
Bassolino Antonio, 21
Berardinelli Angela, 15
Brecht Bertolt, 23
Bufalini Paolo, 9
Cassola Carlo, 15
Castellina Luciana, 23
Cecchi D’Amico Suso (propr. Giovanna), 15
Chiaramonte Rita, 15
Colombo Furio, 15
Croce Benedetto, 8
D’Amico Masolino, 15
De Carolis Mirella, 9
De Santis, 15
Eginardo, 21
Enriques Agnoletti Anna Maria; 18
Enriques Agnoletti Enzo, 9
Ercoli vedi Togliatti Palmiro (pseud. Ercoli)
Fedele Pietro, 9
Fedeli Anna, 23
Fiocco Michele, 15, 23
Fortunato Giustino, 8
Garibaldi Giuseppe, 21
Gentile Giovanni, 8
Giorgi Pamela, 6, 24
Giorgini Giovanna, 23
Gullace Teresa, 10
Harasim Gemma, 5, 7-8, 10, 15-17, 23
Harasim Venceslao, 7
Harasim Schacherl Stefania, 8
Henich Gian Pietro (detto Cochi), 16
Ingrao Bruna, 5, 10, 16, 17, 19, 20
Ingrao Celeste, 5, 10, 15, 22
Ingrao Chiara, 4-5, 10, 15-16, 19-20, 22-23
Ingrao Francesco Renato, 7
Ingrao Guido, 5, 10
Ingrao Pietro, 5, 7, 10, 15, 16
Ingrao Renata, 5, 10
Iotti Nilde (propr. Leonilde), 21
Jaja Donato, 8
Jemolo Adele Maria, 7, 17
Jemolo Arturo Carlo, 7
Kamenetzky Mischa (propr. Mikhail), 9
Las Casas Bartolomeo de, 21
Lenac Riccardo, 8
Lombardo Luciano, 7
Lombardo Radice Giovanni, 23
Lombardo Radice Giuseppe, 5-9, 15, 17, 23
Lombardo Radice Giuseppina, 7, 15-17
Lombardo Radice Lucio, 6, 7, 9, 15-17, 19, 21
Lombardo Radice Marco, 21
Lucich Antonia, 7, 8
Lussu Joyce (propr. Salvadori Paleotti, Gioconda Beatrice), 18
Macrì Nicola, 4
Magni Vetere Germana, 23
Manes Pietro, 16
Marmontel, Jean-François, 21
Mattei Gianfranco, 20
Matteotti Giacomo, 9
Mazzoli Leopoldo (detto Dino), 16
Montale Eugenio, 16
Montanelli Indro, 16
Moser Bruno, 20
Mussolini Benito, 9
Natoli Aldo, 9, 16, 19
Natoli Glauco, 9, 16, 20
Nesi Alfredo, don, 16
Nono Luigi, 16
Notarianni Celestina, 7
Nullo vedi Pajetta Gian Carlo (nome di battaglia Nullo)
Olivetti Alberto, 23, 24
Onofri Orlando, 21
Pajetta Gian Carlo (nome di battaglia Nullo), 16
Palomba Giovanna, 16
Passarelli Paola, 4
Pedini Mario, 18
Pellico Silvio, 21
Pertini Sandro, 16, 18
Pertini Voltolina Carla, 16
Pesce Daniela, 4
Pintor Fortunato, 9
Pintor Giaime, 9, 16
Pratolini Vasco, 16
Prezzolini Giuseppe, 8, 9
Radice Nunziata, 7
Ravera Camilla, 21
Romoli Luciana, 23
Rossi Renzo, 16
Salvadori Paleotti Gioconda Beatrice vedi Lussu Joyce
Salvemini Gaetano, 8
Sanguinetti Bruno, 9
Sanna Antonio, 9
Sapegno Maria Elisabetta, 16
Scalfari Eugenio, 21
Schacherl Bruno, 8, 23
Senise Carmine, 19
Simoni Michelangelo; 18
Sistoli Paoli Nella; 7, 24
Sofocle; 7
Solari Pietro; 9
Stille Ugo vedi Kamenetzky Mischa (propr. Mikhail)
Togliatti Palmiro (pseud. Ercoli); 19, 20
Ursini Carmelo; 19
Viganò Renata (nome di battaglia Agnese); 18
Visconti Luchino;
Vittoria Albertina; 23
Volpe Gioacchino; 9
Zamatti Andrea, 16
Zanotti Bianco Umberto; 8
Zavattini Cesare; 16
Zevi Bruno; 9
Zoppi Irene; 6, 24