6 ritratti di DONNE ECCELLENTIIncontri in collaborazione con Area Cultura Casa Internazionale delle donne su protagoniste della vi…Mar 22 2006www.archiviaabcd.it

Martedì 28 marzo 2006

Amelia Rosselli. La rissa degli angeli

Regia di Manuela VIGORITA

 

Hanno partecipato portando la loro testimonianza

Marina CAMBONI, Sara ZANGHÌ e Manuela VIGORITA

 

Aver a che fare con la poeta Amelia significa non solo affrontare testi in italiano, inglese e francese – lingue da lei  manipolate in modo molto anticonvenzionale – ma anche confrontarsi con la sua poliedricità: la musica dodecafonica, le filosofie e pratiche orientali, la teosofia, la religione (ebraica, cattolica e quacchera), la sua identità di comunista e, non ultima, la convivenza col morbo di Parkinson. Nata a Parigi nel 1930 da Marion Cave e Carlo Rosselli emigrati politici durante il fascismo, dopo l’assassinio del padre e dello zio vive in Inghilterra e negli USA per sei anni e poi torna in Italia, a Firenze, dove studia composizione musicale. Una sosta breve. La madre muore nel 1949, i fratelli tornano in Inghilterra e Amelia si trasferisce a Roma dove lavora come traduttrice (traduce anche Sylvia Plath, con cui condivide la scelta dell’11 febbraio come data per il suicidio) e prosegue gli studi di composizione e di etnomusicologia, frequentando nel contempo scrittori e pittori. A ventinove anni decide di dedicarsi professionalmente alla scrittura ed è Pasolini a sponsorizzare la sua prima opera Variazioni belliche che esce nel 1964. Seguono Serie Ospedaliera, Documento, Primi scritti, Impromptu, Appunti sparsi e persi, Antologia Poetica, Diario ottuso, Sleep.

Il documentario ci propone – fra le tante testimonianze e frammenti – la sua formidabile statura di poeta che ottiene, appena dopo il primo verso, il silenzio assoluto da un enorme pubblico fischiante riunito al mare a Castelporziano nel 1979 per una lettura collettiva di poeti in cui era l’ultima della serata. Della sua poesia suggestiva e potente – letta da lei medesima con una voce indimenticabile – e del suo essere antiintellettuale, solitaria e fragile, ne abbiamo fatto esperienza in molte ad un’indimenticabile lettura di Improptu, tenuta nella sala del caminetto del Buon Pastore occupato il 28 aprile 1989. (scheda Giovanna Olivieri)