Mercoledì 22 marzo 2006

Goliarda Sapienza. L’arte di una vita

Regia di Manuela VIGORITA e con la consulenza di Daniela UGHETTA

Hanno partecipato portando la loro testimonianza

Piera DEGLI ESPOSTI, Loredana ROTONDO

e Citto Maselli

 

 

Siciliana di Catania, Goliarda arriva sedicenne a Roma con una borsa di studio per l’Accademia d’arte drammatica. Lavora con successo a teatro in ruoli pirandelliani e al cinema in vari film (con Visconti in Senso e con Maselli in Gli sbandati), ma abbandona poi la recitazione per la scrittura, che resterà il suo spazio di felicità anche nei duri momenti della depressione, dei tentativi di suicidio, del carcere. Nel 1967 pubblica Lettera aperta: romanzo e comincia  la stesura de L’arte della gioia a cui lavorerà per dieci anni. Seguono Il filo di mezzogiorno: romanzo (1969), L’Università di Rebibbia (1983), Le certezze del dubbio (1987): libri autobiografici, a partire dalla sua infanzia con sette fratelli e i genitori anarco-socialisti perseguitati dal fascismo, passando per il racconto del corpo a corpo con l’analisi dopo il tentato suicidio, l’esperienza dell’istituzione carcere e le difficoltà di tornare, dopo, al mondo normale.

Rifiutato da vari editori, L’arte della gioia è pubblicato in un’edizione ridotta Millelire nel 1994 e solo nel 1996, pochi mesi dopo la sua morte, vede la luce con tutte le sue 630 pagine; ma è solo grazie alla traduzione e pubblicazione in Francia, ad opera dell’editrice Viviane Hamy nel 2005, che il libro – diventato un caso letterario per il successo di vendite e le recensioni entusiaste – rimbalza di nuovo in Italia su tutti i quotidiani.

Il documentario ci fa riscoprire Goliarda in tutta la sua forza e la sua bellezza selvaggia. (scheda Giovanna Olivieri)