Martedì 8 aprile 2008

Io ero una di domani. Laudomia Bonanni

di Lucia LUCONI

Sono intervenute Gabriela MARSILI MARAZZITA, Lucia LUCONI,  Dacia MARAINI

Laudomia Bonanni, nasce a L’Aquila nel 1907, e muore nel 2002 a Roma, città in cui si era trasferita nel 1969. A 17 anni è già maestra elementare – come la madre – nei paesini dell’Abruzzo e poi scrittrice, pubblicista, giudice onorario presso il tribunale per i minorenni. Da perfetta sconosciuta vince nel 1948, con il volume di racconti inediti Il fosso, il premio Amici della Domenica, complementare dello Strega, indetto dal salotto letterario Bellonci nel quale incontra e frequenta Sibilla Aleramo e Gianna Manzini.

Pubblicato da Mondadori nel 1949, Il fosso vince anche l’ambitissimo premio Bagutta (1950) che mai era stato attribuito a una donna. Con un successivo volume di racconti (Palma e sorelle) la Bonanni nel 1954 vince anche il premio Soroptimist, l’Associazione Internazionale di donne professioniste che si batte per i diritti e l’uguaglianza delle donne. Al romanzo L’imputata (Bompiani) viene assegnato il premio Viareggio 1960, e a L’adultera il premio Selezione Campiello 1964. L’imputata e L’adultera furono tradotti in lingua francese e spagnola e diffusi in Francia, Belgio, Canada, Spagna e mondo latino-americano. Dopo dieci anni di silenzio pubblica Vietato ai minori, in finale allo Strega nel 1975, e Città del Tabacco (1977).

I suoi romanzi narrano vicende di donne umili, vessate, alle prese con povertà, emigrazione, carestie, terremoti, ignoranza, e soprattutto guerre; oppure storie di infanzia abbandonata o tradita. La produzione giornalistica di Laudomia, con circa mille tra articoli ed elzeviri di terza pagina che spaziano nell’arco di trentasette anni di storia italiana (1948-1985) è stata pubblicata su numerosi quotidiani italiani o su riviste letterarie. Scrittrice famosa – una delle poche – nel panorama letterario italiano del dopoguerra, è caduta nell’oblio – il suo stesso editore Bompiani non volle più pubblicarla – ed è stata solo di recente oggetto di studio e riscoperta.

Il documentario fa parte della serie “Vuoti di memoria” di cui è ideatrice e curatrice Loredana ROTONDO. (scheda Giovanna Olivieri)