12 maggio 2009

Proiezione documentario

La lotta non è finita

di Annabella Miscuglio

Il titolo è cantato in una piazza – sull’aria di O’ surdato innamorato – da un gruppo di femministe l’8 marzo 1973. Sono accompagnate con la chitarra da Fufi Sonnino che canta anche la riscritta Canzone di Marinella messa in scena nei mercati rionali. Tutte parlano e fanno parlare le donne in piccoli capannelli.
Altri slogan vengono urlati in piazza Campo de’ Fiori l’8 marzo 1972: “Nella famiglia l’uomo è il borghese, la donna il proletario” o “Poliziotti servi dei padroni” che fanno innervosire il commissario al comando dei poliziotti in assetto antidimostrazione. anche se prima, educatamente, gli viene spiegato dal megafono “Ognuno porta le conseguenze della professione che si è scelto: lei è un poliziotto.” E poi più brutalmente “Polizia fascista”. Una manifestazione in cui sono presenti tante protagoniste delle lotte femministe di quegli anni e degli anni a venire (e anche una giovane Jane Fonda) e che finisce – visto che non solo si sta irriducibilmente sedute al centro della piazza anziché sul marciapiede, e persino una bambina intima “disarmatevi, avete paura di noi?”, – con la carica della polizia (ma sarà la prima e ultima volta nella storia del movimento).

Fra le due manifestazioni il racconto cinematografico propone un gruppo di donne – riunite su un terrazzo e fondamentalmente impegnate a fumare – che discute, a partire dai temi caldi del momento, sulle modalità di comunicare con tutte le donne e sull’importanza di organizzare manifestazioni ed incontri che siano coerenti con la presa di coscienza delle femministe e si differenzino da quelle organizzate dai gruppi rivoluzionari o dalla sinistra tradizionale. Qualcosa che non sia solo una protesta contro, ma l’espressione di una creatività delle donne nel fare politica che, a partire dall’evidenza della comune oppressione, sia un’azione collettiva.
Introdotto dall’azione del gruppo teatrale il documentario si chiude con un ironico e irriverente spot pubblicitario per il movimento femminista.

Il documentario (1973) è prodotto dal Collettivo Femminista Cinema, nato da un piccolo gruppo di autocoscienza del Movimento Femminista Romano. Annabella Miscuglio (che aveva fondato nel 1967 il Filmstudio ed era un’infaticabile promotrice del cinema indipendente) e Rony Daopoulo avevano già prodotto l'aggettivo donna (1972). Insieme organizzano (1976) la mostra e rassegna Kinomata. La donna con la macchina da presa che propone un lungo elenco di opere di registe (nella stragrande maggioranza straniere) che sarà poi pubblicato.
Nel 1978 con Maria Grazia Belmonti, Anna Carini, Paola de Martiis, e Loredana Rotondo girano Un processo per stupro e nel 1981 AAA offresi. (scheda di Giovanna Olivieri)