Martedì 18 marzo 2008

Un’ora sola ti vorrei

di Alina MARAZZI

Sono state presenti:

Ilaria FRAIOLI (montatrice)

e Manuela FRAIRE (psicanalista).

Il film, utilizzando sequenze filmate dal nonno di Alina, (l’editore Ulrico Hoepli) racconta la vita della madre Liseli Hoepli morta suicida, dopo vari ricoveri in clinica per depressione, quando Alina aveva sette anni. In contrappunto alle immagini della donna bella, giovane e ricca, che celebrano una vita apparentemente facile e felice, la voce di Alina legge le lettere e i diari della madre, e i referti medici, che smentiscono la rappresentazione costruita dal nonno. Con un lucido e sensibile lavoro di autocoscienza, condotto nell’inquietudine e nella solitudine di una vita che diventa via via estranea e impossibile da affrontare, Liseli matura la progressiva consapevolezza di essere prigioniera di un ruolo, a cui si sente inadeguata, il cui custode inflessibile è il padre.  Così Alina descrive il viaggio di conoscenza e riappropriazione della madre:

“Un tentativo di ridarle vita anche solo sullo schermo, un modo per celebrarla ricordandola. Per quasi tutta la mia vita il nome di mia madre è stato ignorato, evitato, nascosto. Il suo volto anche. Ho la fortuna invece di poterla vedere muoversi, ridere, correre…. Perfino vederla nel suo primo giorno di vita! E poi vederla crescere, imparare a camminare, sposarsi, portarmi a fare un giro in barca! Raccontare la storia di mia madre attraverso questi vecchi filmati è stato per me ridare dignità al ricordo della persona che mi ha messo al mondo. E’ un regalo che voglio fare a me, a lei, a tutti i figli e a tutti i genitori”.

Il documentario Un’ora sola ti vorrei presentato al Festival di Locarno nel 2002, (produzione indipendente Venerdì e Bartleby Film) ha avuto la segnalazione della critica. (scheda Giovanna Olivieri)