Amelia Rosselli. La rissa degli angeli
Regia di Manuela VIGORITA
Hanno partecipato portando la loro testimonianza
Marina CAMBONI, Sara ZANGHÌ e Manuela VIGORITA
Aver a che fare con la poeta Amelia significa non solo affrontare testi in italiano, inglese e francese – lingue da lei manipolate in modo molto anticonvenzionale – ma anche confrontarsi con la sua poliedricità: la musica dodecafonica, le filosofie e pratiche orientali, la teosofia, la religione (ebraica, cattolica e quacchera), la sua identità di comunista e, non ultima, la convivenza col morbo di Parkinson. Nata a Parigi nel 1930 da Marion Cave e Carlo Rosselli emigrati politici durante il fascismo, dopo l’assassinio del padre e dello zio vive in Inghilterra e negli USA per sei anni e poi torna in Italia, a Firenze, dove studia composizione musicale. Una sosta breve. La madre muore nel 1949, i fratelli tornano in Inghilterra e Amelia si trasferisce a Roma dove lavora come traduttrice (traduce anche Sylvia Plath, con cui condivide la scelta dell’11 febbraio come data per il suicidio) e prosegue gli studi di composizione e di etnomusicologia, frequentando nel contempo scrittori e pittori. A ventinove anni decide di dedicarsi professionalmente alla scrittura ed è Pasolini a sponsorizzare la sua prima opera Variazioni belliche che esce nel 1964. Seguono Serie Ospedaliera, Documento, Primi scritti, Impromptu, Appunti sparsi e persi, Antologia Poetica, Diario ottuso, Sleep.
Il documentario ci propone – fra le tante testimonianze e frammenti – la sua formidabile statura di poeta che ottiene, appena dopo il primo verso, il silenzio assoluto da un enorme pubblico fischiante riunito al mare a Castelporziano nel 1979 per una lettura collettiva di poeti in cui era l’ultima della serata. Della sua poesia suggestiva e potente – letta da lei medesima con una voce indimenticabile – e del suo essere antiintellettuale, solitaria e fragile, ne abbiamo fatto esperienza in molte ad un’indimenticabile lettura di Improptu, tenuta nella sala del caminetto del Buon Pastore occupato il 28 aprile 1989. (scheda Giovanna Olivieri)
